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mercoledì 20 ottobre 2010

azz ... il virus inglese no!

Beeston Castle
Ieri ci hanno telefonato dalla scuola di Lucia perchè "unfortunatly....".. Pietro era già preparato al peggio in quanto c'è un bambino, il famoso "child with an arm in plaster" per definirlo con la mestra e non sappiamo bene come si chiama, la perseguita  ed invece no, Lucia stava male. Lucia non sta mai male!? E così è da ieri che ha 39 di febbre, s'è beccata un virus inglese, pure alla vigilia delle vacanze e salterà anche il no uniform day, ultimo giorno prima delle vacanze autunnali. Ora vediamo chi beccherà, io da qualche settimana mi sparo pastiglioni di olio di fegato di merluzzo, qui molto in voga. va beh per finire e non essere troppo prolissa come sempre inserisco qualche foto degli utlimi ospiti, gli zii londinesi e delle ultime gite fatte con loro.


selfportrait






venerdì 15 ottobre 2010

Il rito delle Barbie prima di andare a letto.




Barbara Millicent Roberts, alias Barbie, è stata inventata molto prima che noi nascessimo, nel 1959!!! cinquant'anni dopo va ancora di gran moda e miete vittime nel mercato dei giocattoli per bambine. Lucia la ama già da un pò, ma in Italia il fascino globale di Barbie era un pò offuscato dallo strapotere locale delle Winx. Qui le Winx, si vedono di straforo su qualche canale del digitale terrestre, ma in inglese mostrano ancora di più i limiti della loro mediocrità, che in realtà non ha nulla da invidiare a quella di Barbie, tuttavia il fatto che a scuola non se ne parli e non ci si giochi in cortile, le ha relegate a protagoniste della colazione (e solo perchè emergono in bassorilievo dalla tazza). Barbie invece, supportata da una decina di DVD che prendiamo a rotazione alla library, è divenuta regina del playground domestico. Fino a diventare rituale pre-nanna.
Il rito ha due fasi: 1) l'ideazione del plot narrativo e la preparazione della scenografia, che viene eseguita da Lucia con il supporto (solitamente molesto) dell'Emma. Questa fase non prevede la presenza del genitore che di solito intanto fa le faccende, almeno che non si debba intervenire per placare una rissa o calmare un pianto. 2) l'esecuzione, la messa in scena finale. Qui è necessario un genitore, di solito Annalisa ma a volte anche io, a cui viene affibbiato il Ken, che a tuttoggi consiste in una Bratz senza vestiti e senza gloria, che la necessità ha scelto per rappresentare l'uomo, elemento imprescindibile per la Lucia versione pre-adolescenziale che sta muovendo i primi passi qui in Chester. La sceneggiatura di questa sera prevedeva che Ken, perso nel bosco con la sua amica/aiutante Emma, trovasse la casa dove Barbie viveva con una piccola figlia (impersonata da Annie dei Little Einsteins) , due cani e un gatto. Tutto è pronto per la colazione in cucina e sala da pranzo, ma Barbie e la piccola Annie dormono. Dopo tanto bussare ed urlare Ken si decide ad entrare (le chiavi erano appese fuori dalla porta, trova Barbie addormentata e rimane folgorato dalla sua bellezza (il mito di Sleeping Beauty è sempre forte nelle storie di Lucia). Poi l'improvvisazione ha fatto il resto. Si è scoperto che un rubinetto era rotto e Ken era un idraulico, al che io ho detto che mi srvivano gli attrezzi e non li avevo con me, ma Lucia come se niente fosse: "mio marito è morto (sguardo pietoso) puoi prendere i suoi, sono fuori nel capanno"...i più maliziosi stanno già pensando a un stereotipato finale..invece...Barbie mi ha appioppato figlia cani e gatti e se ne è andata far shopping!!!
(ho inutilmente cercato un Big Jim da Argos ma quello invece non ha avuto la stessa fortuna di Barbie e qui non si trova. Piuttosto di comprare quell'insipido biondino di Ken continuerò ad usare la Bratz)

giovedì 7 ottobre 2010

I do believe in fairies

 La scena era più o meno questa: Camera delle bambine,tutti a letto a leggere i libri prima di dormire. Emma e Lucia qui hanno un letto a castello, la piccola al piano di sopra e la grande di sotto (perchè nella notte di solito cambia letto e viene con noi). dopo aver letto alla lucia un libro sulle decorazioni natalizie (sic) preso in biblioteca, sono passato al piano di sopra a leggereSpotty all'Emmina. dopo un pò da sotto la Lucia se ne esce con questa frase:
" se mi hanno portato i soldini per il dente allora esistono davvero.."

Un pò spiazzato io ho risposto " chi le fate? mmm si, cioè no..nel senso che esistere esistono, ma nessuno le ha mai viste, io almeno no. per cui non è detto che siano come in Peter Pan o nel cartone di Tinker Bell" (ultimo arrivo dalla biblioteca di quartiere)
e lei: "eh già come facevi, vengono di notte! Però quelle dei denti esistono di sicuro perchè a me i soldi li hanno portati...e poi io ci credo nelle fate!" questa era una citazione dal film di PeterPan, una versione recente di qualche anno fa che abbiamo visto insieme alla tv qui in Inghilterra. I do believe in fairies, I do! I do! è diventato uno slogan che amiamo molto in questa nuova vita inglese e ogni tanto lo ripetiamo tutti insieme.
Infatti io ho subito detto" I do believe in fairies" e l'Emmina che non si perde una parola di quello che diciamo, ha subito ribattuto, sotto uno strato di ciuccio e ninne: I do! I do!!

E anche io ogni tanto me lo ripeto...è la mia preghierina laica che mi aiuta nei momenti di sconforto!
Pietro

school open day





sembra che sto capendo vero?

 Prima riunione a scuola, maestra molto contenta per Lucia, anche se non parla tanto, mavah. Lucia dice ancora che non capisce niente. Ieri Emma mi ha detto "mamma come" nel senso di mamma vieni. Insomma quella che non sta affatto migliorando il suo inglese sono io. Oggi ho portato application form per collaborare nella scuola, prima però devono controllare i miei precedenti penali! Secondo me con il mio inglese il massimo che mi posso far fare è l'assistente per l'attraversamento pedonale. Come potete notare non c'era un grosso affollamento per la riunione, ed inoltre l'assenza di cattedra e banchi frontali, qui quasi sempre  i bambini sono seduti in terra quando ascoltano la maestra.
un piccolo giardino
notare il 3/3 super. orgoglio di mammà

domenica 3 ottobre 2010

farmer

dopo il post di Pietro, cosa posso dire, niente, come sempre. Strano però questo verdurario, ha prodotti locali a pochissimo ma anche le banane ed i meloni, comunque la roba è bona e conveniente, ci ho portato pure la nonna Sofia che ci ha comprato le prime viole da piantare nel nostro giardino.
 

London calling

Paese che vai parenti che trovi. Questo motto si addice alla tentacolare famiglia Panzacchi, e non parliamo dell'indotto Senni Guidotti Magnani...
Dunque per festeggiare il primo mese di Inghilterra caricata la Dacia del massimo superfluo per un we londinese (4 persone 4 valigie) ci siamo diretti a sud sull'M6 via Stoke-on-Trent e Birmingham, quindi sulla M1 e verso Londra. Partenza intelligentisssima alle 4 del pomeriggio di un venerdì vigilia di un preannunciato we di sole su tutto il paese: dopo 40 km eravamo giaà fermi!! Però tutto sommato, considerate le attenuanti rush hour, .bambini, pipì e rifornimenti vari, 4 ore e mezza per fare 200 miglia non mi sembrano malissimo
A Londra, as usual, Mannock Road ci ha accolto a braccia paperte, luci calde e profumi di buona cucina e dopo 10 minuti tutti a tavola con la pasta al forno!. Il sabato riposo, internet (a Chester eravamo ancora isolati dal mondo!!!) e gita al parco sulla sommità di Hampstead Heath, alla Kenwood House, a goderci il sole e la vista dello skylane del centro dall'alto! Meta da picnic dei Londinesi, un posto meraviglioso fuori dalle solite rotte del centro.

La sera Tajin party, con colleghi italiani di Barbar, avvocati e bancari , dove ho conosciuto l'uomo che non vive ma lavora.8-22,30 con mezz'ora di pausa poi a letto con la testa che continua a fare i calcoli..wow!!! solo a Londra..Il tajin di pollo di Gino è da urlo...per non parlare del salmone in crosta che faceva da antipasto...

La Domenica tutti sul bus a due piani, direzione centro, si va ad esplorare Brick Lane Market con i suoi mercatini e negozi di vestiti trendy e retro'..venendo da un mese nella provincia (stile Barnaby o Little Britain) l'impatto è stato molto forte, un altra Inghilterra (un'altra vita aggiungerei). Molto bello però da perdersi tra vestiti usati, nuovi, magliette fichissime, street food di tutti i paesi peccato che il casino e l'incontro con un robot viola abbiano fatto precipitare l'umore della Lucia (Emma se la dormiva in passeggino) per cui fuga verso il più tranquillo e sciccoso Spitafield Market, nella zona della city, tra installazioni artistiche e contrasti architettonici, e da lì giù attraverso la City verso il Tamigi e il south walk..Dove abbiamo scoperto una nave dei Pirati in piena Londra, questo ciè costato un investimento in Sciabole e durante il ritorno in metro qualcuno ci ha quasi rimesso la gola..

Per il ritorno la partenza eè stata stra-intelligentissima, siamo partiti alle 19, con le tenebre incombenti, le bimbe dormienti e la strada sgombra. In tre ore e mezza eravamo a Chester.


Quante emozioni!! e la gioia di avere finalmente come vicini gli zii londinesi che, considerando che verranno a Chester tra due settimane, rischiamo di incontrae più spesso di quanto succedesse quando stavano in via cesare battisti a Bologna!!!!!

Pietro